Mini contratti di sviluppo

Negli ultimi anni, l’Europa ha messo sempre più al centro della propria agenda la necessità di investire in tecnologie strategiche per garantire innovazione, sicurezza e competitività a livello globale. In questo contesto, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha introdotto i mini contratti di sviluppo, nuovo strumento di incentivi per le imprese che vogliono investire in settori chiave per il futuro del continente.

Un'opportunità per le imprese

I mini contratti di sviluppo rappresentano un’importante occasione per le aziende nel Sud Italia. Con una dotazione di 300 milioni di euro, questa misura sostiene progetti di investimento compresi tra 5 e 20 milioni di euro, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle seguenti tecnologie critiche, rafforzando così la catena del valore negli ambiti individuati dal Regolamento europeo STEP:

 

  • Tecnologie digitali e deep tech: il cloud computing, l'edge computing, l'IA e la sicurezza informatica;
  • Tecnologie pulite ed efficienti dal punto di vista delle risorse: l’energia rinnovabile, l’elettricità e lo stoccaggio del calore, le pompe di calore, le reti elettriche, i combustibili alternativi sostenibili;
  • Biotecnologie: prodotti farmaceutici, biomolecole, tecnologie mediche e biotecnologie agricole.

 

Spese ammissibili

Uno degli aspetti fondamentali del programma riguarda le spese finanziabili, tra cui:

 

  • Macchinari, impianti e attrezzature per la produzione e lo sviluppo tecnologico;
  • Opere murarie (fino al 40% dell’investimento totale);
  • Programmi di ricerca e sviluppo per l’innovazione aziendale;
  • Brevetti, licenze e know-how per accrescere la competitività;
  • Consulenze specialistiche per la realizzazione del progetto.

 

Agevolazioni e Graduatoria

Le agevolazioni concedibili assumono la forma del contributo a fondo perduto. In termini di intensità massime riconoscibili, si applica quanto previsto dall’art. 14 del Regolamento GBER, nel rispetto dei limiti stabiliti dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale, e dall’art. 18 del medesimo Regolamento GBER per le sole spese relative a consulenze.

Le percentuali di agevolazione previste sono:

 

  • Piccole imprese: 55%;
  • Medie imprese: 45%;
  • Grandi imprese: 35%.

Queste agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa a graduatoria, che stabilirà l’ordine di ammissione alle valutazioni istruttorie.

L’articolo 8 (comma 6) del decreto indica i criteri per l’attribuzione del punteggio ai piani di investimento, tra cui:

  • Grado di indipendenza finanziaria dell’impresa richiedente;
  • Incidenza della gestione caratteristica sul fatturato;
  • Sostenibilità ambientale del piano di investimenti;
  • Innovatività del piano di investimenti;
  • Piano occupazionale.

Inoltre, sono previste maggiorazioni premiali per il rating di legalità, le certificazioni della parità di genere e il possesso di certificazioni/metodologie che attestino l’impatto ambientale aziendale.

 

Un ponte verso il futuro dell’industria europea

Il forte legame tra i mini contratti di sviluppo e il programma europeo STEP (Strategic Technologies for Europe Platform) dimostra quanto questo strumento sia fondamentale per l’autonomia tecnologica dell’UE. L’obiettivo è rendere le imprese italiane più competitive, riducendo la dipendenza da fornitori extraeuropei e promuovendo la leadership dell’Unione Europea nelle tecnologie del futuro.

Questa è un’occasione imperdibile per le imprese che decidono di investire in innovazione e contribuire alla trasformazione digitale e green dell’Europa.

 

ULTIME NEWS