La recente evoluzione giurisprudenziale in materia di credito d'imposta per Ricerca e Sviluppo può segnare una svolta per le imprese che investono in innovazione. Due importanti sentenze della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia, insieme alla pronuncia della Cassazione n. 16535/2025, hanno posto dei nuovi parametri per valutare l'ammissibilità dei progetti R&S, introducendo il principio della "novità relativa".
Il principio della novità relativa: un'interpretazione inedita
Il nuovo orientamento stabilisce che l'innovazione deve essere sufficiente a rappresentare uno sforzo verso il superamento di ostacoli scientifici o tecnici rilevanti, in relazione allo stato delle conoscenze accessibili all'impresa specifica. Questo approccio (non ufficializzato, quindi, rimane ancora in dubbio) cambia la valutazione dei progetti innovativi, spostando l'attenzione dalla novità globale alla capacità dell'impresa di superare sfide tecniche concrete nel proprio contesto operativo. Una prospettiva che riconosce la realtà delle MPMI italiane e la loro capacità di innovare partendo dalle proprie competenze e risorse.
Implicazioni pratiche per le Imprese
Le coordinate giurisprudenziali hanno impatti significativi su diversi aspetti della gestione del credito R&S:
- valutazione dei progetti: attualmente può essere sufficiente dimostrare che l'innovazione rappresenti un avanzamento tecnico-scientifico per l'impresa, considerando le sue specifiche competenze e il contesto di mercato in cui opera;
- documentazione e certificazione: la corretta documentazione delle attività innovative assume un ruolo di fondamentale importanza. Le imprese devono essere in grado di dimostrare chiaramente il processo di ricerca, gli ostacoli tecnici affrontati e le soluzioni sviluppate;
- gestione del rischio: la distinzione tra crediti "inesistenti" e "non spettanti" comporta conseguenze diverse in termini di sanzioni e responsabilità, rendendo fondamentale una valutazione preventiva accurata dei progetti.
Il ruolo strategico della certificazione tecnica
La certificazione tecnica emerge come strumento indispensabile per le imprese che vogliono accedere ai benefici del credito R&S con maggiore sicurezza. La giurisprudenza ha, infatti, riconosciuto il valore probatorio della certificazione come presidio avanzato per dimostrare la conformità dei progetti ai requisiti normativi. La certificazione fornisce una valutazione obiettiva e documentata dell'innovatività del progetto, elemento fondamentale per supportare eventuali contenziosi.
Opportunità per le MPMI nel nuovo contesto normativo
Il principio della novità relativa apre nuove opportunità per le piccole e medie imprese italiane, che spesso sviluppano soluzioni innovative partendo da tecnologie esistenti, ma applicandole in contesti nuovi o combinandole in modi originali. Progetti di digitalizzazione, sviluppo software, automazione industriale e trasformazione digitale possono essere valutati con criteri più realistici, che tengono conto delle specificità dell'impresa e del suo mercato di riferimento.
In Certatech, supportiamo le imprese nella navigazione di questo complesso panorama normativo attraverso servizi di certificazione specializzati che garantiscono conformità e massimizzano i benefici fiscali. La nostra expertise nella valutazione e certificazione di progetti innovativi consente alle MPMI di accedere con sicurezza alle opportunità offerte dal credito R&S.
Grazie alla nostra appartenenza a un gruppo con significative competenze trasversali e multisettoriali, possiamo offrire ai nostri clienti un supporto completo che va oltre la certificazione, accompagnandoli nella realizzazione del loro potenziale innovativo.
Copertina: immagine creata con l'ausilio dell'IA.





