R&S post 3 giugno: cosa fare ora?

La scadenza del 3 giugno 2025 per la procedura di riversamento spontaneo dei crediti d'imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo ha segnato un momento molto delicato per migliaia di imprese italiane. Questa data, fissata dal Decreto PA 2025, rappresentava l'ultima opportunità per sanare posizioni relative ai crediti R&S del periodo 2015-2019, oggetto di contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Il contesto normativo del riversamento

Credito R&S: nuovi criteri dalla legge

La recente evoluzione giurisprudenziale in materia di credito d'imposta per Ricerca e Sviluppo può segnare una svolta per le imprese che investono in innovazione. Due importanti sentenze della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia, insieme alla pronuncia della Cassazione n. 16535/2025, hanno posto dei nuovi parametri per valutare l'ammissibilità dei progetti R&S, introducendo il principio della "novità relativa".

La certificazione valida il credito d'imposta post-verifica

Una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di II grado della Lombardia (n. 883/5/2025) ha segnato un precedente significativo per le imprese italiane, riaffermando la legittimità del credito d'imposta per attività di Ricerca e Sviluppo (R&S) anche in presenza di contestazioni formali.

Ultimi dati certificazione credito d'imposta Ricerca, Sviluppo, Innovazione e Design.

Il primo anno di applicazione della riforma, introdotta dall’articolo 23 del Decreto-Legge n. 73/2022, ha segnato un vero e proprio punto di svolta per il sistema delle certificazioni delle attività di ricerca e sviluppo (R&S) in Italia. Questo nuovo quadro normativo ha dato una spinta decisiva alla richiesta di certificazioni attestanti la qualificazione delle attività R&S, evidenziando risultati che meritano di essere analizzati più da vicino.

 

I numeri che raccontano il cambiamento